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gLA MOSTRA

“L’alba del volo” - Francesco Baracca e il Barone Rosso - Il Circo Volante della Grande Guerra

Un volo di fantasia all’interno di quello che è stato definito “Il Circo volante”, da compiere grazie ad un centinaio di scatti che ritraggono gli aerei storici, a terra, in volo e in simulazioni di battaglie aeree.
La mostra, per il tema affrontato di grande attualità, propone la riproduzione di aerei della Prima Guerra Mondiale e per la prima volta ospita anche immagini del più grande bombardiere della Grande Guerra: il Caproni, a terra ed in volo. Antonio Zuccon, premiato nel 2011 dal Museo Nazionale della Fotografia di Brescia come “migliore fotografo italiano dei piccoli borghi”, ha avuto modo di frequentare il Campo di volo F. Baracca sulla riva del Piave ed è rimasto affascinato dall’estetica di questi modelli storici e ha conosciuto la grande personalità di Zanardo.
La storia professionale di Antonio Zuccon si intreccia con quella personale:“La vista di questi aerei mi ha emozionato perché mio padre è rimasto cieco nel 1916: era portaferiti ed è stato colpito da una granata”. Si tratta di riproduzioni fedelissime a grandezza naturale di velivoli realizzati fino al 1914, alcuni dei quali famosissimi, come il Fokker Dr 1 del Barone Rosso e perfettamente funzionanti, impiegati in suggestive rievocazioni.
A realizzarli, su disegni originali, con soluzioni geniali e adattamenti che rendono sicuri e affidabili i progetti è stato Giancarlo Zanardo, folgorato fin da bambino dalla visita al sacello di Francesco Baracca.
Zanardo è il fondatore della Jonathan Collection di Nervesa della Battaglia, uno dei pochissimi luoghi al mondo, dove si può respirare ancora la storia dell’aviazione. In mostra ci sono gli aerei di Baracca, del Barone Rosso, dei Fratelli Wright. La chicca è rappresentata dal Caproni, il più grande bombardiere della Prima Guerra Mondiale, ricostruito dopo 4 anni di lavoro e unica copia al mondo in grado di volare. Sarà a capo della squadriglia che a luglio del 2018 sorvolerà l’Europa (da Londra a Vienna a Praga a Copenaghen) per la conclusione della grande Guerra.
La mostra rimarrà aperta fino a domenica 10 Luglio

 

gIl campo di volo Francesco Baracca non è un aero club, bensì la base operativa della Fondazione “Jonathan Collection - Aerei Storici Famosi - O.N.L.U.S.” che Giancarlo Zanardo, costruttore e pilota di velivoli d’epoca, ha realizzato per ospitare la più famosa collezione volante attiva in Italia. La pista del campo di volo è lunga 1100 metri, completamente in erba ed ha un andamento parallelo al corso del fiume Piave. Le strutture sono attualmente composte dall’hangar Bessoneau Tipo H e da una rimessa realizzata a lato di un edificio rurale già esistente durante la prima grande guerra.
Roberto Tomadini, - Addetto alle relazioni esterneo. 

 

 

gLa mostra ospita una sezione in cui sono visibili i documenti storici che ricordano la presenza, nel corso della Prima Guerra Mondiale, del IV cantiere dirigbili del Nord Italia, presso il campo militare a Istrago di Spilimbergo. (in collaborazione con "Circolo Culturale e Sportivo di Istrago") o.

" Le porte dell'hangar si aprono come grandi ali"

 


 

 

gIN MOSTRA ANCHE LE CICOGNE DI FAGAGNA.
La concomitanza dei temi non e’ casuale: da un lato il rapporto con l’uomo instaurato da una delle specie dotate di ali dalla natura, dall'altro quello dell’uomo, dotato di ingegno tecnologico dalla natura, con l’universo del volo.
In 30 immagini il prof. Zuccon ci rivela come il raffronto tra il mondo poetico delle cicogne si fonda quasi naturalmente con la passione, costanza e genialità  di Giancarlo Zanardo che ha ridato fisicita’ al ricordo della macchine alate protagoniste delle storiche imprese di Francesco Baracca, del Barone Rosso e di altri “Cavalieri del Cielo” della Grande Guerra.o.

 


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Il Sindaco di Spilimbergo,
dott. Renzo Francesconi

Ricordare gli eventi che hanno segnato la storia nel corso della prima guerra mondiale è un doveroso riconoscimento a quanti hanno lottato e sofferto sia in campo militare che in quello civile.
Un riconoscimento che significa onorare la memoria dei caduti e le sofferenze di intere popolazioni ma anche stimolare l'attenzione delle nuove generazioni,per evitare il ripetersi di simili tragedie.La collaborazione della Città di Spilimbergo con il “ Gruppo Ermada Flavio Vidonis “ di Duino Aurisina si concretizza quest'anno con la mostra fotografica del Prof. Antonio Zuccon che, nel corso degli anni, ha immortalato con bellissime immagini gli aerei storici, ricostruiti su progetti originali e perfettamente
“ volanti “ della Jonathan Collection di Nervesa della Battaglia.
Le fotografie ci rendono partecipi, con intensa forza espressiva, dell'ingegno dell'uomo che, alle origini della storia dell'aviazione militare italiana ha creato una nuova tecnologia per le finalità belliche, consegnandola infine all'uso civile, con la straordinaria evoluzione di cui oggi non possiamo fare a meno. Ma la nostra bella cittadina è essa stessa testimone del tempo.
Tra il novembre del 1916 e la ritirata di Caporetto, nell'anno successivo, a Istrago era operativo il °4 cantiere dirigibili del nord Italia, con il dirigibile M9 guidato dal valoroso capitano Giuseppe Valle. Le tracce dell'immenso capannone, alto 32 metri, che ospitava l' aeromobile, sono ancoro visibili presso la vecchia caserma Zamparo di Istrago grazie al lavoro di recupero dei Ragazzi del locale circolo.Un altro tassello storico riportato alla luce nella bella mostra ospitata a Palazzo Tadea. Un sentito grazie dell'amministrazione comunale a quanti hanno collaborato alla sua realizzazione, con passione e competenza.


gIL CIRCO VOLANTE
di Gregory Alegi

Alcuni fanti italiani avanzano verso il Piave, guidati da un ufficiale con la barba già grigia. Anche tra i soldati c’è qualche viso meno giovane. Tutti hanno in mano il fucile 91 e scrutano il terreno circostante. Dietro di loro una mitragliatrice, protetta da alcuni sacchetti di sabbia. Già una barella riporta un ferito verso le retrovie, dove le crocerossine si preparano a medicarlo. Tra le colonne di fumo grigiastro si intravede il tricolore con lo stemma sabaudo. All’improvviso, un rombo di motore. Aereo! Gli occhi corrono al cielo, preoccupati. Ha le coccarde! Allora è dei nostri ... un momento! Ne arriva un altro ... Questa volta con le croci nere: nemico! In un attimo gli è addosso. Iniziano a girarsi intorno, come cani che si azzuffano, cercando di posizionarsi in coda per avere una posizione di tiro migliore. Cabrano, picchiano, si incrociano, allontanandosi e avvicinandosi, finché l’aereo rosso mette a segno i colpi decisivi. È finita. Lasciando dietro di sé una scia di fumo bianco, il biplano si allontana in picchiata dietro gli alberi. Ma non si schianta. Nessuna esplosione accompagna la sua scomparsa.
Una manciata di secondi dopo ricompare, con la vernice gialla che risplende al sole. Il Tiger Moth si allinea lungo la pista, atterra e viene rullando verso il parcheggio. Pochi istanti dopo anche il Fokker rosso atterra e rulla verso il quadrato verde dove gli altri aerei lo attendono. I due piloti saltano giù e si abbracciano da vecchi amici.
Rino Prizzon sorride un po’ di più: per la prima volta hanno volato a parti inverse e così, finalmente, ha potuto abbattere Giancarlo Zanardo
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.........(continua a leggere)

 

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gPRESENTAZIONE
Roberto Tomadin
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Volo è il festoso guizzare della rondine nel limpido cielo di primavera,la saettante picchiata del falco ghermitore, il maestoso e solitario volteggiare dell’aquila e la silente malinconica immagine dello stormo migratore che si dissolve nel rosso tramonto d’autunno. È il librarsi di Dedalo con le ali di cera e piume nel cielo di Creta, allegoria della nostra civiltà, tesa per naturale vocazione al dominio tecnologico,porta che aprirà all’ingegno umano la conquista dello spazio…

Volo è l’ineludibile magia dell’incanto che mi affascinava da bambino allo sfrecciare degli aerei sulla città quando al rombante motore a pistoni faceva eco il primo,avveniristico,sibilo del jet. Momenti lontani e presenti che un “unicum” storico fonde e confonde con le primitive e avventurose forme delle macchine volanti parcheggiate davanti allo storico hangar ultimo esemplare d’epoca al mondo tra quanti sorgevano nei campi di volo della Grande Guerra, nello spazio erboso che si estende non lontano dalle acque del Piave, fluenti verso la foce.

In questo verde e tranquillo angolo di mondo nasce e prende corpo la storia di un uomo semplice e geniale, romantico e generoso: Giancarlo Zanardo. Anche lui da bambino guardava affascinato il volo, a volte radente, degli aerei sopra le natie colline immaginato di seguirli fino ai più remoti orizzonti. Lontani approdi che oggi, sulla grande carta d’Europa stesa sul tavolo da lavoro nell’hangar, hanno i nomi di Vienna, Budapest, Praga, Varsavia, Amsterdam, Bruxelles,Londra, Parigi…capitali europee che dal 1014 al 1918, su opposti fronti, hanno preso parte alla prima guerra mondiale. Da queste rotte delineate prenderà corpo il piano di volo del raid del centenario ideato ed organizzato da Giancarlo Zanardo. Con un volo di circa 6.000 km. 8 aerei della Jonathan Collectio, riproduzioni perfette anche nei più piccoli dettagli delle macchine volanti protagoniste delle battaglie aeree del primo conflitto mondiale, per 21 giorni torneranno rombare nei cieli d’Europa. Segno di pace per le generazioni future, omaggio agli eroi dell’aria del passato, stimolo ai giovai di oggi a frequentare i campi di volo e scoprire sconosciute emozioni. Da diversi anni Giancarlo Zanardo, insieme all’equipe con cui ha creato la fondazione Jonathan Collection aerei storici famosi, lavora a questo progetto. Persone motivate dalla stessa passione, stesso entusiasmo, stesso sogno, attivandosi ognuno secondo il ruolo professionale che si è impegnato a svolgere.

Io ho l’onore di essere una di queste persone. Privilegio concessomi da Giancarlo, un amico cui fin dal primo incontro mi lega stima e affetto. È il comune, infinito amore per il volo. Nel verde e tranquillo angolo di mondo fra le abitazioni di Nervesa della Battaglia e le sponde del Piave, affollato nei giorni festivi da gente che ha il volo nell’anima o attirate da un atavico richiamo, uomini e macchine vivono la preparazione del grande evento. Avventura in cui ognuno ritrova se stesso e l’antico sogno d’infanzia che mi appare al volgere dello sguardo verso gli aerei immobili e silenziosi lungo la linea di volo. Mentre entro nell’hangar, l’attenzione corre alle cose da fare fugando riflessioni, sensazioni e immagini che mi hanno per via. E già volano lontano nel cielo d’estate per dissolversi negli sconfinati orizzonti.
Roberto Tomadini - Responsabile Relazioni Esterne Jonathan Collection

 

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Castello di Spilimbergo, ricostruito alla fine del trecento, con i suoi magnifici affreschi esterni.

 

 
 

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