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LA MOSTRA

La mostra Simon Benetton. Opera grafica (1950 - 2014) presso la sede museale di Santa Caterina permette di riscoprire l'opera del grande maestro trevigiano.

Oltre ottanta opere grafiche e trenta opere scultoree rappresentano i momenti più significativi del suo percorso artistico dagli anni Cinquanta a oggi.

L'esposizione nasce in seguito a un accurato lavoro di ricerca e di selezione del materiale che ha permesso di ricostruire la produzione grafica di Simon Benetton instaurando nuove e significative relazioni con l'attività scultorea.

Sorprende la grande quantità di disegni conservati nel Simon-studio, chiara testimonianza di un'attività incessante che accompagna costantemente tutto il suo percorso di scultore. Spesso è stato evidenziato il carattere segnico delle opere di Benetton, dovuto alla capacità di tagliare la lastra di ferro come fosse un foglio di carta e di disegnare nello spazio la propria trama ritmica di segni. Tali aspetti sono resi ancora più evidenti alla luce dei disegni esposti, testimonianze di una produzione parallela ai più significativi momenti di ricerca e di sperimentazione nell'evoluzione della concezione plastica e spaziale.

È interessante osservare come la dedizione dimostrata verso il ferro nella produzione scultorea abbia come contrappunto una notevole varietà di tecniche nella produzione grafica, dagli appunti veloci su piccoli fogli di block-notes ai disegni con una più chiara valenza progettuale, fino alle grandi opere dell'ultimo periodo concepite come libere espressioni di una ricerca grafica autonoma. Altrettanto vari sono gli strumenti e i materiali impiegati, dalla matita al carboncino, al pastello, ai pennarelli, alle chine, fino alle suggestive sperimentazioni dei “segni di fuoco” realizzati con il cannello.

La mostra si articola in quattro sezioni fondamentali che scandiscono il percorso artistico del grande maestro: dalla formazione, legata all'arte figurativa, all'elaborazione plastica del “modulo” (1950-1970); dallo studio del taglio della lastra di ferro alla creazione di un nuovo ritmo spaziale (1970-1990); dalla proiezione dinamica del gesto nello spazio al segno come linea del pensiero (1990-2000); dalla materializzazione della luce nel cristallo allo sviluppo concettuale di uno spazio diverso in cui la forma plastica è capace di tramutare l'energia cosmica in sinuosità di ferro (2000-2014).

Roberta Gubitosi

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